Proteste nello stabilimento degli iPhone, Foxconn ammette l’errore e promette di rimediare

Foxconn risarcisce i lavoratori, intanto Apple invia i suoi ispettori nello stabilimento.

Foxconn ha ammesso di aver commesso un errore tecnico che ha portato i lavoratori dello stabilimento di Zhengzhou a organizzare violenti proteste.

foxconn disordini

Foxconn fa sapere che, a causa di un errore, i neo assunti nella fabbrica in cui si producono iPhone sono stati pagati meno di quanto era stato promesso. Questo, insieme alle condizioni dei dormitori e alla mancanza di altri servizi, ha spinto molti lavoratori a protestare nei giorni scorsi, anche con violenti scontri con la polizia.

L’azienda si è impegnata a correggere l’errore per i lavoratori che decideranno di rimanere e ha offerto un compenso per i neoassunti che decidono di andarsene.

Lo stabilimento di Zhengzhou è la più grande fabbrica di ‌iPhone‌ di Foxconn con circa 200.000 lavoratori. Foxconn è responsabile dell’assemblaggio di circa il 70 percento degli iPhone venduti da Apple e ha adottato diverse misure per mantenere i dipendenti sul posto di lavoro e rispondere così ai blocchi COVID. Proprio tali misure hanno spinto i lavoratori a protestare, compresi i bonus promessi e non pagati.

Il Financial Times riporta che Foxconn ha ora ammesso di aver commesso quello che descrive come un “errore tecnico”, che ha portato a pagamenti inferiori rispetto a quelli promessi ai neoassunti.

Il nostro team ha esaminato la questione e ha scoperto che si è verificato un errore tecnico durante il processo di onboarding. Ci scusiamo per  l’errore di input nel sistema informatico e garantiamo che la paga effettiva sarà la stessa concordata sui documenti ufficiali di assunione.

Foxconn si è anche offerta di risarcire i neoassunti che non vogliono più lavorare nello stabilimento, per un totale di 1.400$ (pari a quasi due mesi di stipendio). Il pagamento, destinato a coprire quanto dovuto ai nuovi lavoratori per la quarantena, il trasporto in fabbrica e le ore lavorate, è stato formalmente emesso in queste ore.

Chi, invece, decide di rimanere avrà da subito lo stipendio concordato. Queste due iniziative hanno placato gli animi.

Dopo questa comunicazione, più di 20.000 lavoratori, per lo più nuovi assunti che non lavorano ancora nelle linee di produzione, hanno preso i soldi e se ne sono andati.

Intanto, Apple ha inviato i propri ispettori nello stabilimento di Zhengzhou: “Stiamo esaminando la situazione e lavorando a stretto contatto con Foxconn per garantire che le preoccupazioni dei loro dipendenti vengano affrontate“, ha affermato la società in una nota.

Piccola nota: la maggior parte delle persone in Cina non è a conoscenza delle proteste, poiché i media locali non ne stanno parlando e le foto e i video sono stati rimossi dai social media.

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