Prevista una battaglia tra Apple e i regolatori antitrust in tutto il mondo

Nei prossimi mesi sono previste ulteriori grane per Apple nei confronti dei regolatori antitrust.

Gli esperti prevedono una “battaglia brutale” tra Apple e varia autorità di regolamentazione negli Stati Uniti, in Europa e non solo.

Apple Multa Antitrust

Le autorità di regolamentazione sarebbero preoccupate di come Apple possa “esagerare” le sue rivendicazioni sulla privacy e la sicurezza degli utenti, usandole come un modo per trarre ulteriori vantaggi commerciali e ridurre l’interoperabilità con la concorrenza al solo scopo di mantenere gli utenti bloccati nel proprio eco-sistema.

Già da tempo, diversi regolatori hanno avviato indagini contro Apple e il monopolio – o presunto tale – dell’App Store e di altri servizi. L’azienda è stata anche accusata di recente per il fatto di aver creato un vero e proprio mercato unico delle app mobile insieme a Google, senza lasciare spazio a player diversi.

Durante la recente conferenza Competition and Market Authority, alcuni esperti hanno parlato proprio dei pericoli derivanti dal monopolio/duopolio di Apple e Google. L’azienda di Cupertino era rappresentata dal Chief Privacy Officer Jane Horvath, il quale ha parlato dell’importanza della privacy nel contesto della concorrenza e di come la privacy rappresenti una “ricerca interfunzionale” presso l’azienda. Il dirigente ha fatto esempi di come la privacy sia stato un aspetto vitale durante lo sviluppo dell’app Salute e dell’Apple Watch anni prima del loro debutto, nonché del viaggio verso la trasparenza del monitoraggio delle app.

Proprio privacy e sicurezza sono considerati da molti una sorta di “giustificazione” portata avanti da Apple per continuare nel suo status quo e resistere agli interventi normativi.

Questa battaglia tra enti antitrust ed Apple potrebbe diventare “brutale” nei prossimi mesi, visto che nessuno sembra volersi avvicinare alla controparte. La soluzione sarebbe trovare un giusto compromesso tra tutela della privacy, sicurezza e mercato più aperto, ma l’obiettivo è quasi utopico, almeno per il momento.

In molti hanno poi fatto presente come la stessa Apple abbia usato l’interoperabilità per crescere in momenti difficili, facendo l’esempio di quando Steve Jobs decise di rendere la suite iWork compatibile con i file Microsoft Office, che ai tempi erano utilizzati dalla stragrande maggioranza degli utenti.

Quello che appare certo è che l’ecosistema Apple è sempre più sottoposto a un intenso esame da parte dei governi di tutto il mondo, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Unione europea e tanti altri, soprattutto per quanto riguarda l’apertura ad app store mobile di terze parti.

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