AirTag, tra spionaggio e furti

Tra spionaggio e furti, gli AirTag sono sempre al centro dell'attenzione.

Dagli USA e dalla Germania arrivano due storie che hanno come protagonisti gli AirTag di Apple.

airtag

Un ricercatore tedesco ha inviato uno dei suoi AirTag di Apple a una misteriosa “autorità federale” in Germania per cercare di scoprire i suoi veri uffici e per  dimostrare che fa davvero parte di un’agenzia di intelligence. L’attivista Lilith Wittmann afferma di aver scoperto come il poco conosciuto Servizio federale di telecomunicazioni tedesco faccia parte in realtà dei servizi segreti.

Per dimostrare la sua tesi, Wittmann ha condiviso trascrizioni di telefonate con un funzionario il cui numero di cellulare ha poi smesso di funzionare, ricerche online e un’indagine condotta con l’ausilio di un AirTag. Wittmann dice anche che tutti quelli con cui ha parlato hanno negato di far parte di questa agenzia di intelligence.

Il pezzo mancante era proprio scoprire l’indirizzo di questo Bundesservice Telekommunikation, e allora è qui che entra in gioco AirTag. L’uomo ha infatti inviato un pacco contenente un AirTag al Servizio federale di telecomunicazioni con sede a Berlino. Seguendo i movimenti, il pacco è stato poi smistato a Colonia per finire all’Ufficio per la Protezione della Costituzione che fa parte proprio dell’intelligence tedesca. Mistero risolto, o quasi.

Negli Stati Uniti, invece, un AirTag è stato utile per scoprire un furto. La storia riguarda camion appena acquistato da un uomo del Texas, il quale subito dopo riceve una notifica sul suo iPhone relativa ad un AirTag nelle vicinanze che lo sta seguendo. L’uomo ha denunciato l’accaduto alla polizia e da lì si è scoperto che quel camion era stato rubato poche settimane prima e che i ladri utilizzavano l’AirTag per seguire il veicolo e rubarlo nuovamente nel momento ideale.

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