Dopo sole 5 settimane, ho venduto il mio Apple Watch – Speciale

09 giugno 2015 di Andrea Cervone (@AndreaCervone)
FEATURED

Cinque settimane, o forse anche un po’ meno. Non ricordo e non ho voglia di controllare. Semplicemente perché dal primo giorno che ho indossato Apple Watch non me ne ero mai privato per un giorno. All’inizio volevo semplicemente provarlo, poi mi sono abituato e ne ho apprezzato l’estrema comodità. La comodità di avere un piccolo iPhone, un piccolo computer sempre sul polso e sempre attivo all’esigenza. Adesso, però, ho deciso di venderlo. Ma il motivo potrebbe stupirvi.

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Ebbene si. Ho venduto il mio Apple Watch. Lo stesso acquistato il 10 Aprile e ricevuto il 24 (in Francia) come tanti, tantissimi altri coraggiosi early adopters e fatto spedire in Italia tra mille peripezie. Andata e ritorno per il mio Apple Watch in meno di cinque settimane. Ma le motivazioni che mi hanno spinto a venderlo potrebbero sorprendervi, per questo vi consiglio di continuare a leggere questo articolo fino alla fine.

Molti di voi, specialmente chi mi segue su Facebook ma soprattutto su Twitter, sanno bene quanto fossi scettico, inizialmente, su Apple Watch. Già dopo i primi minuti dalla presentazione, avevo etichettato il dispositivo come “inutile” e “sovrapprezzato” (sono sicuro che molti di voi lo vedono ancora perfettamente inquadrato tra queste due parole). Su Twitter avevo addirittura ridicolizzato il sistema di riconoscimento e abbinamento del Watch con iPhone, pur sottolineando che avrei comunque voluto provare questo prodotto, e anche con molta curiosità.  Alla prova dell’orologio mi sono avvicinato, quindi, con estremo scetticismo, acquistando un modello “tanto per” che avrei sicuramente poi rivenduto – come ho fatto, effettivamente – poiché non era quello che cercavo. Modello in alluminio, quindi Sport, da 38 millimetri bianco. L’unico, al momento dei preordini, che ho trovato disponibile per la consegna immediata in Francia il 24 Aprile.

Quando ho messo le mani su Apple Watch ho subito capito che c’era qualcosa che non andava: quel coso, ancor prima di accenderlo, mi piaceva. Troppo. Iniziandolo ad utilizzare, poi, ho capito davvero quanto mi stessi sbagliando. Non era un semplice smartwatch come il Pebble che possedevo in precedenza. Era certamente più costoso, ma ti ripagava assolutamente. Anche il modello Sport, da molti etichettato come “economico”, stava bene in mano e al polso, risultando di ottima fattura, specialmente nel cinturino, tanto bistrattato per essere di plastica, quando invece è realizzato con un materiale elastico, resistente e assolutamente ripulibile (si, comprate pure l’Apple Watch Sport con cinturino bianco, se si sporca, lo pulite e torna nuovo). Nei primi giorni, causa recensione imminente e focus vari, ho quindi iniziato a tenere al polso Apple Watch con continuità. Giorno dopo giorno, Apple Watch ha iniziato a prendere confidenza con il mio polso e io con lui, pur non avendo mai più di tanto amato gli orologi e utilizzato con il contagocce i precedenti smartwatch. Oggi mi accorgo di non aver mai passato un giorno, da fine aprile ad oggi, senza il mio Apple Watch al polso almeno per mezza giornata, se non di più. Un oggetto che con il tempo è passato da essere inutile ad essere indispensabile, quasi un amico che ci accompagna in ogni momento della giornata, pronto sempre a darti una mano quando hai bisogno di fare qualcosa rapidamente o semplicemente quando non vuoi guardare lo smartphone.

Lo smartphone? Effettivamente mi ero dimenticato cosa fosse lo smartphone! Con Apple Watch al polso utilizzavo l’iPhone molto ma molto meno. Oggi mi sento già in difficoltà a dover, di tanto in tanto, controllare lo schermo del mio iPhone per vedere se ci sono novità. Mi sembra una cosa estremamente datata, mi sembra di vivere 100 anni indietro. E non sto scherzando. Tra l’altro, perché dovrei? Sono quello che aveva alzato il dito medio dinanzi all’applicazione “Apple Watch” quando, prima di ricevere l’orologio, ancora non disponibile, mi invitava a farne riconoscere uno. Ma come mi piace ricordare talvolta, mi hanno insegnato che solo gli stolti non cambiano idea.

Ma quindi… perché hai venduto il tuo Apple Watch?“. Ed era qui che vi aspettavo, se avete avuto la pazienza di leggere questo articolo fino almeno a questo punto. Ho venduto Apple Watch non perché mi abbia stufato o perché ci fosse qualcosa che non andava. Nemmeno perché ho deciso di attendere la seconda versione o per altri motivi assurdi. L’ho venduto, semplicemente, perché ho capito che mi sbagliavo e che quel prodotto che porto al polso non è il prodotto acquistato “tanto per” (recensirlo, si intende) che pensavo, ma un vero e proprio oggetto indispensabile per le mie giornate da poco più di un mese a questa parte. Sono troppe le azioni che diventano più semplici con Apple Watch per rinunciarci. Quindi il nostro non è in realtà un addio, ma una semplice pausa di riflessione. Una pausa che rafforzerà il sentimento (si, vabbè, basta) e che mi porterà a godermi ancora di più l’esperienza d’uso dello smartwatch di Apple nella versione che avevo desiderato dall’inizio, ancor prima di conoscerne i “folli” prezzi che, col senno di poi, tendo anche a giustificare ora come ora. Ho infatti acquistato un modello in acciaio inossidabile con cinturino in maglia milanese, da 42 mm perché era anche questa la mia prima scelta. Lo riceverò tra pochi giorni e non sto già più nella pelle. C’è molta più attesa per questo Apple Watch che per il primo, perché questo sarà davvero “mio”.

Solo oggi, anche mentre sto scrivendo questo articolo, mi accorgo di quanto Apple Watch sia entrato a far parte della mia vita in modo prepotente e continuo, finendo non solo per poggiare sulla mia pelle ma per diventare la mia stessa pelle. Se vi facessi vedere il “taglio” dell’abbronzatura che ho sul polso ridereste in questo momento insieme a me, specialmente perché io non ho mai utilizzato orologi e tanto meno con questa continuità! Cinque settimane ininterrotte. Dalla sveglia la mattina a quando lo riponevo sulla basetta per ricaricarlo durante la notte. E ora dovrò farne a meno. Solo per qualche giorno, per fortuna, ma quel prodotto “inutile” che non avrei mai pensato di acquistare mi manca già in modo terribile. E guardare istintivamente il polso per non trovarci nulla sopra (se non un tratto di carne bianca cadaverica) mi fa sentire davvero idiota.

Pensavate che mi fossi scocciato di Apple Watch? Avete sbagliato di grosso. Ma d’altronde avevo sbagliato di grosso anche io, giudicando troppo frettolosamente il prodotto. Prendete queste mie 1000 e passa parole un po’ come volete. Sinceramente per me non cambierà nulla anche se direte che sono un folle a spendere così tanto per un smartwatch, ma la verità è che io per primo la pensavo come voi, e ora sento la mancanza di quel quadratino intelligente sul mio polso. Torna presto, Apple Watch!

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