Un filosofo professionista nello staff di Apple

23 Aprile 2019 di Michele Stival

Joshua Cohen, filosofo ex professore presso la Stanford University, fa parte dello staff Apple ormai dal 2011. Oltre ad alcune conferenze, il suo lavoro è tenuto strettamente confidenziale dall’azienda.

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Apple ha da sempre nel proprio DNA un’attenzione particolare per le scienze umanistiche, tanto che Jobs descriveva la sua azienda come “operante nell’intersezione fra tecnologia e arti liberali” in uno storico Keynote.

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E’ infatti indiscutibile come gli oggetti tecnologici che utilizziamo quotidianamente debbano necessariamente essere progettati considerando innanzitutto le caratteristiche proprie della natura umana. Basti pensare all’approccio skeumorfistico dell’interfaccia grafica (stile grafico che riprende gli oggetti nella vita reale e li digitalizza), caldeggiato dallo stesso Jobs per facilitare la comprensione della GUI da parte dell’utente comune nei primi anni di diffusione dell’iPhone.

Nell’intento di creare la miglior tecnologia possibile, Apple creò nel 2008 la Apple University, un’istituzione creata da Steve Jobs nel 2008 per offrire ai dipendenti una formazione di tipo universitario.

Apple ha poi assunto ufficialmente nel 2014 il professor Cohen, nonostante il suo profilo Linkedin indichi una collaborazione iniziata già dal 2011. Da allora Apple ha ripetutamente negato all’accademico il permesso di rilasciare interviste pubbliche, il che fa pensare che nell’Apple University sia stato inaugurato da qualche tempo anche un dipartimento di filosofia.

Le sue conferenze sono uno spaccato interessante che consente di penetrare parzialmente la tradizionale riservatezza di Apple. Ad esempio, nel 2016 ha tenuto un discorso pubblico a Toronto su come l’abbraccio della tecnologia del pianista Glenn Gould gli permettesse di creare musica ancora più sublime da condividere con un pubblico più ampio.

La Apple University e le sue politiche fanno parte di una tendenza diffusa negli stati uniti da parte degli accademici nel passare dalle tradizionali università a impostazioni aziendali molto più chiuse, dove i benefici sono però tangibili, ad esempio maggiori finanziamenti e meno burocrazia.

L’aver inserito anche un filosofo nel proprio staff non potrà che migliorare i futuri prodotti Apple, rendendoli ancor più vicini a quella facilità d’uso che la natura umana ricerca quotidianamente.

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