Recensione AirPods 2 con Case Wireless: le true-wireless definitive – VIDEO

01 aprile 2019 di Andrea Cervone (@AndreaCervone)
FEATURED

Dopo il successo globale del primo modello, nel 2019 Apple lancia le AirPods 2 – o meglio, le “AirPods di seconda generazione” – con tre principali novità rispetto agli auricolari originali. I presupposti per bissare il successo della prima generazione ci sono e senza dubbio queste sono le AirPods da acquistare al momento. Scopriamole all’interno della nostra recensione completa!

La mia recensione delle prime AirPods si era basata principalmente su cinque domande: “Cosa sono le AirPods?“, “Come funziona l’abbinamento?“, “Sono comode?“, “Com’è la qualità audio?” e “Quanto dura la batteria?“. Proprio da queste domande vorrei ripartire nella recensione delle nuove Apple AirPods 2, proprio per capire cosa sia cambiato in questi due anni.

Ci tengo a precisare qualcosina sul mio background prima di questo test. In questi (circa) due anni sono stato un utilizzatore avidissimo di AirPods, tanto da consumarle letteralmente: le mie attuali AirPods 1 hanno un’autonomia residua davvero risicata ed era diventato impossibile farle durare più di un’ora nelle orecchie; lo stesso dicasi per la qualità audio che con il tempo (e probabilmente con l’utilizzo intenso in palestra) si era leggermente deteriorata nell’ultimo periodo. Cercando quindi di rimanere imparziale sulla valutazione di questi due aspetti – su cui Apple è stata parecchio chiara nella comunicazione del nuovo prodotto – vediamo quali sono state le sensazioni di utilizzo del nuovo modello.

Cosa sono le AirPods 2?

Sono la seconda versione delle cuffie Bluetooth di Apple, ma sono anche molto di più di una semplice cuffia Bluetooth. Il design è lo stesso delle AirPods 1 (e delle EarPods con cavo) e non ci sono state modifiche strutturali di rilievo. Delle novità interne ci sono, però, come ad esempio la presenza del nuovo chip H1 di Apple che consente di richiamare Siri pronunciando semplicemente “Ehy Siri” – anche a voce bassissima, quasi sussurrando – anche in assenza di dispositivi connessi o comunque nelle vicinanze e pronti ad “ascoltarci”. Questa modifica stravolge completamente l’utilizzo delle AirPods, rendendole molto più responsive in tutte le situazioni di utilizzo. Qualche novità la troviamo anche sul case: adesso il LED di stato è presente sul fronte dell’astuccio (ci segnalerà lo stato di carica e l’attivazione della modalità di abbinamento), mentre sul retro arriva la possibilità, in fase di ordine, di personalizzare un’incisione, un po’ come sui vecchi iPod.

Come funziona l’abbinamento?

Qui non è cambiato assolutamente nulla. Basta aprire l’astuccio e premere sul pulsante “Connetti” che comparirà su iPhone e iPad. Su Apple Watch e Mac, invece, l’abbinamento avverrà tramite Impostazioni > Bluetooth. L’aspetto interessante è che con un singolo abbinamento la configurazione delle AirPods verrà estesa con tutti i dispositivi legati dallo stesso Apple ID (nel mio caso con iPhone, iPad, Apple Watch e Mac). Tutto ciò è reso possibile dal chip W1. Rispetto alle AirPods 2, però, l’abbinamento con i dispositivi risulta decisamente più veloce e anche la transizione da un prodotto all’altro beneficia del medesimo miglioramento.

Sono comode?

La comodità è la stessa del modello precedente: se vi siete trovati bene con le prime AirPods, vi troverete bene anche con le seconde; se le prime AirPods vi cadevano, vi cadranno anche le seconde. Io non ho avuto mai grossi problemi e generalmente le AirPods restano incollate alle mie orecchie anche durante gli esercizi in palestra. Sulle prime AirPods avevo segnalato una leggera scomodità lato controlli, ma qui tra il comando “Ehy Siri” e con il Play/Pausa affidato, come sempre, alla semplice rimozione dalle orecchie di uno dei due auricolari, il doppio tap su ogni cuffia può essere associato, banalmente, allo skip-forward e allo skip-back. Si avranno così a disposizione più o meno tutti i controlli necessari, eccezion fatta per la gestione del volume. L’accensione delle AirPods è sempre banalmente affidata alla semplice estrazione delle auricolari dall’astuccio.

Com’è la qualità audio?

Come anche confermato ufficialmente da Apple, la qualità audio delle AirPods 2 è assolutamente identica a quella offerta dalle AirPods 1. Nel mio caso ho notato comunque un miglioramento, determinato probabilmente più dall’usura del primo modello che da un vero miglioramento qualitativo sul nuovo. Colpisce sempre la riproduzione dei bassi, davvero esagerati per delle piccole cuffiette come le AirPods. In generale l’audio risulta molto ben bilanciato e il volume massimo è alto quanto basta nella maggior parte delle circostanze. Tra le novità delle AirPods 2 segnalo anche l’arrivo del Bluetooth 5.0 che migliora tantissimo il range e la stabilità della connessione, soprattutto se le cuffiette vengono connesse ai dispositivi Apple più recenti. Inoltre grazie al Bluetooth 5.0 si rivela anche molto più rapido lo switch tra un contenuto e l’altro e viene inoltre ridotto il ritardo in fase di sincronizzazione audio-video (quasi impercettibile già nelle prime AirPods).

Quanto dura la batteria?

L’autonomia delle AirPods 2, in valore assoluto, è rimasta la stessa del primo modello, ma Apple segnala comunque un incremento del 50% durante l’utilizzo in chiamata delle cuffiette. Dai nostri test abbiamo comunque notato un consumo durante l’ascolto decisamente inferiore rispetto a quello del precedente modello, ma su questo chiaramente ci riserviamo del tempo per ulteriori approfondimenti. Generalmente in una settimana vi troverete a ricaricare le AirPods e il loro case in media una volta e mezza, chiaramente a seconda dell’utilizzo, totalizzando fino a 5 ore continuate di riproduzione. La ricarica wireless non è velocissima in relazione ai pochi mAh delle batterie delle cuffie e del case, ma bastano comunque appena 15 minuti per caricare al volo il tutto tramite una specifica basetta (che purtroppo non sarà mai AirPower). Chiaramente queste sono autonomie di partenza: come ogni prodotto provvisto di batteria a litio, le AirPods non garantiranno la stessa autonomia in eterno e un deterioramento nel tempo – così come è stato per le AirPods 1 – andrà messo in considerazione.

Altre differenze con AirPods 1:

  • È possibile incidere gratuitamente del testo sul retro del case delle nuove AirPods in fase d’ordine sul sito Apple (sia su quelle con case “standard” che sul case wireless).
  •  Il pulsante di abbinamento sul retro del case è ora leggermente più in alto.
  • La “targhetta” posteriore in corrispondenza dell’apertura del case è ora opaca (invece che lucida).
  • Il case delle nuove AirPods non può ricaricare due AirPods di generazione diversa.

Conclusioni

Le AirPods 2 non restituiranno chiaramente l’effetto “wow” del primo modello, ma sono ancora una volta un prodotto dannatamente riuscito. Non saranno le principali tre novità di quest’anno a farvi scegliere le nuove AirPods, ma più che altro tutto ciò che di buono era già presente nella prima generazione. Di sicuro adesso le cuffiette Apple sono complete: tra ricarica wireless (comunque opzionale – a pagamento) “Ehy Siri” integrato e una migliore autonomia, è difficile pensare ad un prodotto ugualmente completo, pratico, funzionale, interconnesso e che al tempo stesso restituisca un audio così profondo e immersivo.

Le nuove AirPods sono semplicemente la migliore soluzione per ascoltare la vostra musica (e non solo) in qualsiasi momento della giornata. Parlando di prezzi, le nuove AirPods partono sempre da 179€ – lo stesso prezzo del modello precedente – ma se vorrete anche il case wireless il prezzo della combo sarà di 229€.

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