Apple, Foxconn e la FLA rispondono al documentario pubblicato dall’ABC sulle fabbriche Foxconn

23 febbraio 2012 di Denis Dosi in News, push

La scorsa notte, in un’edizione speciale di Nightline, l’emittente televisiva ABC ha mostrato un documentario realizzato direttamente all’interno delle fabbriche Foxconn. Nel corso del reportage il presentatore Bill Weir ha mostrato i vari ambienti in cui i lavoratori producono i dispositivi, mangiano e dormono, tornando raramente alle proprie abitazioni.

Apple, Foxconn e la FLA hanno rilasciato un report in cui contestano determinate affermazioni di ABC nel corso del programma. La prima a parlare è stata Apple che ha rinnegato il fatto che ogni lavoratore sarebbe costretto a creare “6’000 logos” per iPad al giorno.

La nostra linea di montaggio prevede 3′ooo unità per trasferimento, con circa 2 spostamenti al giorno fanno un totale di circa 6’000 elementi. Tuttavia, un singolo operatore dovrebbe produrre circa 3’000 loghi in tutto il turno di lavoro.

Secondo le disposizioni ufficiali, un lavoratore non potrebbe mai ricoprire l’intera cifra in quanto in 24 ore ne vengono prodotti circa 6’000, ma il dipendente dovrebbe lavorare tutto il giorno, il che è impossibile.

Nel frattempo Foxconn risponde all’emittente riguardo l’accusa di pagare con stipendi troppo bassi i propri dipendenti, in relazione alle alte tasse che devono essere trattenute dalle buste paga.

La vostra affermazione risulta essere corretta se applicata ai nuovi assunti, viceversa il 75% dei dipendenti sono esclusi da tale statistica, in quanto guadagnano almen0 2’200 RMB (349$) di salario base.

L’ultimo appunto proviene direttamente dalla FLA in relazione all’affermazione che Apple e la stessa Associazione stessero programmando tali ispezioni da ormai 5 anni.

La discussione ebbe inizio nell’Aprile 2007, ma si bloccò inaspettatamente nel corso del Marzo 2008. Nel momento in cui decidemmo di riprendere la conversazione, nell’Aprile 2009, offrimmo ad Apple un piccolo sondaggio per testare il nostro tipo di ispezione. Tale idea di controllo ha permesso all’azienda di prendere la decisione di assegnarci il lavoro di verificare le condizioni in Foxconn. Certamente non posso parlare per bocca dell’azienda di Cupertino, tuttavia penso che la decisione di commissionare un’ispezione sia stata raggiunta nei mesi precedenti alla pubblicazione dell’articolo sul New York Times.

Quanto scritto sono le correzioni delle aziende riguardo le informazioni diffuse dal documentario prodotto da ABC.  Per chi se lo fosse perso, vi lasciamo il filmato completo.

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  • Damiano

    “pagare il doppio chiunque assembli un ipad”…”perché no? sarebbe buono per i lavoratori e per la cina”….CERTO…spente le telecamere la risposta sarà “e chi me lo fa fare?”

  • Anonimo

    Se Apple non e’ affatto responsabile di cio’ che accade negli impianti Foxconn, come puo’ Apple permettere o non permettere, concedere o non concedere, autorizzare o non autorizzare, ispezioni e visite varie presso la Foxconn? 

  • mak

    dove sono i fanboy?

  • http://www.facebook.com/people/Luca-Ansevini/1478627527 Luca Ansevini

    Vorrei comunque capire il livello di ‘preparazione’ della visita da parte di Foxconn…. 

  • http://www.facebook.com/people/Luca-Ansevini/1478627527 Luca Ansevini

    Io credo che il problema non sia essere pro o contro Apple… Questa azienda produce per tanti altri marchi… Non ti preoccupare comunque… In un precedente articolo su Foxconn mi sono trovato a leggere commenti sulla normalità della situazione… Ho pure trovato un pazzo che mi ha detto ‘si vede che non lavori… e’ così anche in Italia’…. C’è gente veramente che pur di difendere Apple ammazzerebbe la madre… Io sono un appassionatissimo Apple ma quello di Foxconn è un problema che non può passare sempre inosservato!

  • sav

    eccomi… Devo rifarti i commenti che ormai facciamo da quattro giorni?! Guarda quello sopra il tuo commento… E poi dico: ognuno va dove gli conviene e già si sapeva come stanno, non me lo dovevano dire i geni del Times… E poi c’è gente come te che non capisce che c’è passata anche l’Europa di li e che quando finirà questa situazione l’economia mondiale imploderà… Basta?!

  • Antonio1

    La responsabilità si inquadra nella legislazione del rapporto di Appalto: la Foxconn è un’azienda che ha ottenuto l’appalto della produzione di dispositivi Apple. In quanto tale Apple può ordinare ispezioni, chiedere cambiamenti nelle condizioni, ma alla fine la Foxconn è la sola responsabile nel caso non adempisse le richieste e Apple può intervenire fino ad un certo punto e non oltre perché non può ledere l’indipendenza di un’azienda. Se poi la legislazione cinese prevede il lavoro minorile (16-18) non ci si può praticamente fare alcunché, se non richiedere il rispetto della tutela per i lavoratori di minore età. Il ricatto che Apple può fare a Foxconn è la cessazione del contratto, ma non credo che convenga ad Apple. Apple può investire, questo sì, nel miglioramento delle condizioni lavorative, e se ci tiene, come dice, deve farlo. Ma l’intervento di Apple può andare fino ad un certo punto, e il problema è il mondo cinese: o si costringe la Cina ad adeguarsi agli standard del cosiddetto mondo occidentale e ai diritti acquisiti (sempre dimenticati comunque), oppure tutta questa storia che punta i riflettori solo su Apple è praticamente inutile, perché Apple NON può essere la SOLA a cambiare quelle condizioni perché si troverebbe svantaggiata rispetto al resto del mondo che continua a sfruttare il lavoro cinese. O TUTTI cambiano oppure niente! 

  • Anonimo

    No. Essendo Foxconn principale, se non unico, costruttore dei prodotti Apple (come minimo di tutti i device mobili, attuale core businness di quest’ultima), Apple è direttamente corresponsabile a livello etico, morale e d’immagine di ciò che succede all’interno dell’azienda cinese. E non stiamo certo parlando solamente di lavoro minorile (ammesso in generale dalle leggi cinesi, ma regolato in base al tipo di lavoro. E anche riguardo questo ci sono testimonianze di minori “tolti” da postazioni pericolose subito prima delle indagini 
    http://www.ispazio.net/303980/foxconn-ha-nascosto-lavoratori-minorenni-in-vista-delle-ispezioni).
    Ormai hai già scritto in un mezza dozzina di post che è ingiusto prendere Apple come capro espiatorio.  Ammesso e non concesso che lo sia, è giusto eccome. Infatti:
    - Apple è una delle più grandi aziende di IT; 
    - Apple è l’unica tra le sue concorrenti che costruisce quasi tutta, se non tutta, la sua produzione in Cina;
    - Apple ha fatto dell’immagine e del prodotto “verde” la sua bandiera (anche se poi verde non è, dato che si trova mediocramente solo a metà della speciale classifica tra le aziende IT);
    - Foxconn ha stabilimenti in Cina, Brasile, Slovacchia, Repubblica Ceca, India, Malesia e Messico. Mentre i concorrenti di Apple fanno costruire a Foxconn PARTE della loro produzione, ma non sappiamo DOVE, Apple fa costruire SOLO in CINA, da cui le conseguenti condizioni di lavoro che tutti hanno sempre saputo, trapassato CEO incluso;
    - I suicidi e i tentati suicidi sono avvenuti SOLO negli impianti dove si costruiscono esclusivamente prodotti Apple.
    Non ci sono, e non ci devono essere, scusanti…

  • Antoniocarrabino

    Aggiungo, è cosa che vengo a sapere ora, che anche Motorola, HP e Dell producono alla Foxconn… Come vedete la situazione non può in nessun modo interessare solo Apple… Errore errore errore… Il problema è globale, e si scontra con la legislazione cinese… Errore errore errore… Gli errori di Apple ci sono, ma non è la sola… È il mondo che produce in Cina, è la globalizzazione… Come vedi il problema è più grosso e non può essere Apple da sola a cambiare… È utopia pura… Oltre che ingiusto…
    Quanto al rapporto tra Foxconn e Apple non c’entra niente che la Foxconn produca tutti i prodotti di Apple, perché in ogni caso è regolato tutto dai rapporti tra ditta che concede l’appto e ditta che ottiene l’appalto… Funziona così anche in Italia, per cui l’ingerenza della ditta che concede l’appalto è limitata dalla legge, e seppoi questo è in Cina i limiti sono maggiori… All’università di Pisa, dove vivo, molte cose vengono date in appalto a ditte esterne: l’Università può chiedere serietà nel rispetto dei lavoratori nei termini della legge italiana, ma di più non può… Al massimo può rescindere il contratto. A maggior ragione in Cina dove vige una legislazione di uno stato sovrano, dove volenti o nolenti, è quella che è, e Apple è più limitata nell’intervento di quanto potrebbe nel suo territorio (USA)… Non è fanboysmo, riflettete, o tutti cambiano e la Cina insieme ai mercati cambiano, oppure da sola Apple può poco, anche perché ricattata dal mercato globale. Per favore, capite che il fanboysmo non c’entra un cacchio…

  • central_ranges

    Motorola, HP e Dell producono alla Foxconn in Cina o negli altri sei paesi dove ci sono stabilimenti Foxconn? Sono due cose ben diverse, perché le condizioni di lavoro alla Foxconn in Cina sono ben diverse da quelle, ad esempio, della Foxconn in Messico,
    Ancora, le tre aziende sopracitate costruiscono l’intera loro produzione in Cina (ammesso e non concesso che producano in Cina, da cui la mia domanda precedente), o solo una piccola parte della stessa?
    Infine ti ricordo che quando dai in appalto un servizio a un fornitore sei sempre corresponsabile. In questo caso Apple lo e’ per etica, morale, e immagine a tutto tondo perché – 1 – produce alla Foxconn Cina – 2 – perché produce tutti i suoi prodotti là.

  • Antonio1

    Un’altra cosa: NON ho detto assolutamente che Apple NON abbia alcuna responsabilità, o che non ci siano problemi… Ed è comunque un’illusione che i problemi alla Foxconn siano solo sulla linea Apple… Sicuramente i suicidi lì presenti sono dovuti all’enorme richiesta di Apple, ma deve essere Foxconn a saper gestire meglio la sua fabbrica e i turni, e qui Apple può intervenire investendo e chiedendo modifiche… senz’altro… ma qui entra lo scoglio duro del mondo cinese e delle sue legislazioni… 

  • Antonio1

    Corresponsabile fino ad un certo punto, specialmente se l’azienda si trova in un altro stato sovrano dove la legislazione del lavoro è DIVERSA e su cui Apple non ha potere… Come vedi non è così semplice… quello che dici tu vale per ditte della stessa nazione, ma non di nazioni diverse, perché la ditta che concede l’appalto deve adeguarsi alle leggi del paese della ditta che riceve l’appalto… Hp, Dell, Microsfot, Toshiba, Sony, ora anche Intel e Amazon producono alla Foxconn in Cina (Amazon ha siglato un accordo per produrre il Kindle Fire nuovo da 10″ interamente in Cina)… E’ vero che Apple produce in Cina per la maggior parte, anche se ora sta producendo in Brasile (notizia di qualche tempo fa), e qui per ora (e speriamo mai), non risultano suicidi, anche se nemmeno la legislazione brasiliana è all’avanguardia per questo… Sono veri tutti i problemi che citi legati alla linea Apple, al grande lavoro che c’è, ecc… Ma ripeto il mondo intero produce in Cina e l’aziende dell’abbigliamento sono in condizioni ben peggiori della Foxconn, eppure non se ne parla… Apple può far cambiare le cose a Foxconn fino ad un certo punto, dopo di che entrano la sovranità dello stato cinese e il ricatto della globalizzazione, per cui se si vuole un intervento veramente efficace devono cambiare TUTTI, nazioni e mercati… E’ il sistema produttivo che è marcio. In più non ti illudere che chi lavori per altri marchi in Cina, o in Brasile o in Messico sia in condizioni migliori di quelli della Foxconn cinese… non si suicideranno, ma in termini di alienazione e di sfruttamento non c’è male e forse nemmeno confronto…

  • Massimo

    Si ma è e rimane un problema di Foxconn e di legislazione cinese lacunosa a tutela dei lavoratori. 
    Dalla piega che ha preso questo argomento sembra che sia colpa quasi esclusiva di apple e che tocchi a lei risolvere tale situazione.

  • Anonimo

    Si sono sempre lette le notizie secondo le quali Foxconn fosse costretta a una produzione “al limite” proprio per le condizioni economiche contrattuali tirate all’estremo da Apple. Che bisogno c’è se hai già il record di margine sul prodotto? E se è vero che Apple ci tiene alle condizioni di lavoro cinesi (tutti si domandano cosa abbia fatto realmente in proposito, al di là delle dovute menzogne di rito), perché tirare economicamente un contratto al limite (Apple non ne ha assolutamente bisogno), quando anche l’ultimo degli stolti sa che questo porta di conseguenza a un peggioramento delle condizioni di lavoro, partendo dai turni massacranti e quant’altro, per rientrare sulle condizioni pattuite?
    E se è sempre vero che Apple ci tiene alle condizioni di lavoro dei cinesi alla Foxconn, perché ha “appaltato” solo ora la FLA a “controllare” la Foxconn, cioè solo quando lo scandalo è diventato di dominio pubblico dopo l’articolo del NYT? E perché nel recente passato ha sempre fatto mistero sugli impianti di produzione cinesi?
    Qui non è questione di essere fanboy Apple o contro, qui ci sono delle incoerenze grandi come una casa che solo una matrice fondamentalistica (per usare un eufemismo) potrebbe nascondere.

  • Massimo

    Ti ha spiegato sopra il quadro cinese, inutile che ti inventi pseudo argomentazioni per voler assolutamente averla vinta. 
    La questione è ben più articolata del tuo semplicistico post.

  • Massimo

    “Infine ti ricordo che quando dai in appalto un servizio a un fornitore sei sempre corresponsabile.”
    Che scritta così non vuol dire nulla, vanno definite le eventuali corresponsabilità.

    “In questo caso Apple lo e’ per etica, morale,”

    Quadro giuridico ed etica e morale non sono sinonimi, quindi mi pare un discorso da “specchio”

    “e immagine a tutto tondo perché – 1 – produce alla Foxconn Cina – 2 – perché produce tutti i suoi prodotti là.”

    Anche se fosse vero,  e non lo è in assoluto, è una conclusione che lascia il tempo che trova in quanto il quadro giuridico cinese è competenza del legislatore e dei tribunali cinesi.

  • Massimo

    La tua difesa ad oltranza d’ufficio del lavoratore cinese sarebbe la stessa se non ci fosse il brand apple di mezzo.

    Perché le tue argomentazioni in parte vere e in parte messe assieme ad arte, sembrano indicare una certa visione di parte.

  • Antonio1

    In realtà, se leggi bene, Apple era in contatto con la FLA dal 2007 (anno di lancio dell’iphone), e a detta della FLA stessa Apple avrebbe avuto l’intenzione di chiamarli e di avviare l’ispezione ben prima dell’articolo del NYT… Qui siamo nel dubbio di dover credere o meno alla FLA, e di per sé, tralasciando questo dubbio e le supposizioni a riguardo, ribadisco che Apple non è esente da sue responsabilità nella questione, ma il problema è molto più ampio e difficile di quello che si vuole dipingere, in cui la sola chiamata in causa non può essere solo Apple (troppo semplicistico), ma tutto il mercato globale e le sue dinamiche di frenesia consumistica…C’è veramente molto molto di più, e Apple non può fare tutto da sola, per ovvi motivi strategici e di ricatto del mercato (se non fa così, ed è l’unica ad applicare l’etica, i prezzi salgono solo per lei, e alla fine fallisce, non può più produrre secondo le richieste del mercato, se gli altri non si adeguassero alle stesse condizioni… Quindi o cambiano tutti o nessuno). Le richieste di Apple sono esose in termini di quantitativi di pezzi di iphone, ipad, ecc… richiesti, ma in termini di stipendi e di turni già Apple ha chiesto a Foxconn di cambiare, ma spesso la risposta è stata deludente e qui Apple deve fare di più, investendo di più… 

  • Massimo

    “qui ci sono delle incoerenze grandi come una casa che solo una matrice fondamentalistica (per usare un eufemismo) potrebbe nascondere.”

    Eccone una di incoerenza grande come una casa che solo tu sembri non vedere.

    “Si sono sempre lette le notizie secondo le quali”
    hai dei link giusto per sapere a quali notizie ti riferisci

    “Foxconn fosse costretta a una produzione “al limite” proprio per le condizioni economiche contrattuali tirate all’estremo da Apple. Che bisogno c’è se hai già il record di margine sul prodotto? ”

    Quindi intrinsecamente stai dicendo che altre ditte che impongono condizioni contrattuali meno tirate permettono a foxconn di pagare altri suoi lavoratori (quelli che lavorano sulle linee di altri brand) in maniera migliore ?

    nel libro di Saviano si spiega come i brand dell’alta moda italiana andavano in zone del sud a dare commesse: chi riesce a produrre X capi a questo prezzo vince il lavoro…forza fate le offerte.

  • Massimo

    Sono in sintonia con la tua visione e non è questione di brand apple o altro brand, è proprio una questione di fondo. 
    Troppo semplicistico liquidare questa situazione come fa il nostro interlocutore.

  • Anonimo

    OK, invece di ragliare a caso, perché non dici tu dove mi sarei inventato io, invece di semplificare asserendo banalmente che la questione è ben più articolata?

  • Massimo

    Rileggiti e credo tu possa essere in grado di trovare da solo le leggerezze e le conclusioni un po astruse che sei riuscito a postare in tutti i tuoi innumerevoli post lasciati ai posteri in questi ultimi giorni. Senza dimenticare che nei post di Antonio e non solo trovi elementi che potrebbero aiutarti a capire dove il tuo ragionamento è semplicistico.

    “ invece di semplificare asserendo banalmente che la questione è ben più articolata?”

    è talmente banale che è quasi assiomatico dire che una questione di questo tipo è ben più articolata di quello che vuoi far credere tu. Dopodiché, sei libero di pensarla come ti pare, ma lascia agli altri il dubbio che la tua visione postata a più riprese (e contestata da altri per la sua semplicità) sia un tantino semplicistica.

  • Massimo

    Ora puoi continuare a ragliare a caso anche tu, tanto è uguale.

  • http://www.facebook.com/people/Luca-Ansevini/1478627527 Luca Ansevini

    Infatti tutto questo attacco mediatico a Apple non lo capisco…. In tanti producono tramite Foxconn… Tutto deriva ovviamente dal fatto che ora è Apple l’azienda di punta per quanto riguarda questo settore!

  • Burchio84

    Ogni ispezione è pilotata e “telefonata” cOme quando fanno le prove antIncendio e di evacuazione. Foxcon è presente in molti paesi ma solo in Cina ha queste gigantesche catene di montaggio con centinaia di migliaia di addetti. Mi spiegate come su assoldano centinaia di migliaia di addetti in Slovacchia? O in Messico. Lo fanno in Cina xke sono veramente troppi da non starci da nessuna parte sino saturi come uova. Complice anche una cultura non occidentale. I suicidi ci sono ovunque ma sembra che siano solo Apple. E che solo Apple faccia produrre così tanto a così poche persone. Sbaglierò ma Samsung produce molti più prodotti di Apple.

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