L’Australia vuole accedere ai messaggi criptati degli utenti

17 luglio 2017 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

IL governo australiano ha proposto una serie di nuove misure in materia di cybersecurity che obbligherebbero le aziende tech a fornire agli inquirenti l’accesso ai messaggi crittografati degli utenti.

Nell’ottica di combattere il terrorismo anche a livello internazionale, il governo australiano sta pensando di promulgare una legge che obbligherà le aziende come Apple a fornire i dati dei messaggi crittografati scritti e/o ricevuti dagli utenti indagati per reati gravi. La norma prevede che i giudici possano obbligare letteralmente queste aziende a decrittografare le comunicazioni. La legge riguarda iMessage di Apple, ma anche WhatsApp, Telegram e tutte le app di messaggistica che utilizzano sistemi di crittografia.

Si tratterebbe di una prima norma di questo tipo tra i paesi occidentali, con Stati Uniti e Gran Bretagna che potrebbero presto seguire l’esempio australiano.

UPDATE: nelle scorse ore, il governo australiano ha incontrato alcuni rappresentanti di Apple per discutere proprio di questa norma. L’Australia vuole capire quali potrebbero essere le difficoltà tecniche prendendo una decisione di questo tipo.  Sembra che la risposta di Apple sia stata chiara: per rispettare tale legge, le aziende devono smettere di usare la crittografia end-to-end, compromettendo la privacy e la sicurezza di tutti gli utenti. Il governo australiano terrà conto di queste informazioni per, eventualmente, rimodellare la legge.

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  • lm

    Whats?

  • Emilio

    Ma proprio in Australia hanno deciso in questo momento di combattere il terrorismo? Che vengano di presenza qua se vogliono combattere il terrorismo, invece di farsi i cazzi dei residenti leggendo i loro messaggi..

  • ROOT

    “…sta pensando di promulgare una legge che obbligherà le aziende come Apple a fornire i dati dei messaggi crittografati scritti e/o ricevuti dagli utenti indagati per reati gravi.

    Non stanno parlando di tutti gli utenti! Leggi l’articolo prima di commentare.