“Diritto alla riparazione”, Apple appoggia la lobby contraria a questa norma

19 maggio 2017 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Come saprete, negli Stati Uniti si sta discutendo di una nuova norma che potrebbe obbligare i produttori a vendere le parti di ricambio originali ai riparatori indipendenti e ai consumatori che le richiederanno, con l’obbligo di condividere anche i manuali diagnostici e un servizio di assistenza. Apple è contraria a questa normativa e sta appoggiando ufficialmente una lobby che vuole bloccarne l’approvazione.

Apple ha già dato 32.000$ alla lobby che si sta occupando di opporsi a questa norma, nel tentativo di convincere i vari stati a non promulgarla. Insieme ad Apple, ci sono aziende come Caterpillar, Toyota e Verizon.  Questa norma è stata pensata per evitare che i produttori creino una sorta di monopolio nelle riparazioni aftermarket dei loro dispositivi, anche dopo la fine del periodo di garanzia. Apple, ad esempio, non ha mai autorizzato società indipendenti a riparare gli iPhone, anche se centinaia di aziende lo fanno quotidianamente. Molte di queste società lavorano in una sorta di limbo e spesso sono costrette ad acquistare i pezzi di ricambio nel mercato nero cinese, rischiando anche di utilizzare parti contraffatte. Inoltre, il legislatore ritiene che i negozi non autorizzati (e i singoli utenti privati) utilizzino spesso accessori non ufficiali (si pensi alle batterie al litio…), e questo può provocare seri problemi anche per la sicurezza degli utenti. Con questa norma, i negozi non autorizzati avranno il diritto di acquistare parti di ricambio originali direttamente da Apple.

Per Apple, la sicurezza degli utenti e dei loro dispositivi si garantisce solamente limitando le riparazioni a personale specializzato e debitamente formato da esperti Apple.

Lo stato del Nebraska, però, potrebbe essere il primo a promulgare questa norma. Vedremo se gli sforzi della lobby avranno effetto…

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  • maurizio1962

    Non ci guadagnerebbe più ………..

  • lm

    Apple fa male.

  • Nick

    “La sicurezza degli utenti”! 🤣🤣 come no!

  • Anti-troll

    “diritto alla riparazione” significa andare dai cinesi, farsi disattivare il touch id, farsi mettere uno schermo di qualità infima, perdere la garanzia, pagare il lavoro in contanti e senza farsi fare nemmeno uno straccio di scontrino? wooow

    Da soli che cosa si può riparare? al massimo cambiare un pezzo ma chi è che si mette a farlo? Poi oggi con ip67- 68 e roba varia, con telefoni che devono essere resistenti alle cadute e così via, davvero uno preferisce aprirlo rischiando tanto pur di risparmiare 10-20€?

  • Anonymous

    Assolutamente d’accordo con Apple. Io stesso sono andato più volte a riparare i miei dispositivi della mela in questi negozi, e posso confermare che utilizzano (com’è ovvio) pezzi del mercato nero cinese, spesso meno duraturi e/o sicuri degli originali (per intenderci, sono gli stessi che si potrebbero acquistare su Amazon per qualche decina di euro). Che poi Apple potrebbe adottare una politica ancor più user-friendly in termini di costi per le riparazioni è palese, ma di certo lo farà in futuro se il loro obiettivo è di debellare questi rivenditori. Anche se forse Apple Care basta e avanza, a me le cover non son mai piaciute. Aspetto con ansia iPhone Upgrade Program in Italia, offrirebbe Apple Care gratis.

  • bravodillo

    Se Apple facesse pagare le riparazioni ed i pezzi di ricambio a prezzi normali, potrebbe anche tenersi l’esclusiva delle riparazioni/ricambi. Il problema è che una volta in un centro Apple mi hanno proposto un cavetto per €44. L’ho comprato €6 su Amazon… Certo che con questi prezzi e l’esclusiva poi si ritrovano con 256 miliardi di dollari nei paradisi fiscali e i negozi da 500mq in stile Sultano del Brunei…

  • Vinz

    No, diritto di riparazione significa iniziare a vedere parti officiali e certificate vendute nei negozi e non essere costretti a rivolgersi al mercato nero di infima qualità. È l’esatto contrario di quello che hai scritto.

    Da soli si può fare molto, basta vedere la popolarità di iFixIt. Lo fa chi vuole, chi non vuole va da Apple come sempre.

  • Anti-troll

    quelli terzi autorizzati sono già certificati da Apple, puoi andare sul sito Apple e fare la ricerca di “Apple Store e Centri Assistenza Autorizzati Apple” ed infatti vicino a dove abito io non c’è un Apple store ma svariati autorizzati, il fatto è che ci sono i furbetti che non vogliono essere autorizzati da Apple ma vogliono “riparare” prodotti Apple. Da solo non fai nulla se non sei del settore e se non ti aggiorni, è hardware delicato e per motivi di sicurezza i pezzi ormai sono come sulle auto e solo legati ad un prodotto ben preciso. Poi se non ti funziona il touchid, se lo schermo appena cambiato ti si brucia dopo 2 mesi, se la resistenza all’acqua di iphone 7 non è più possibile dopo l’apertura e rovini il telefono perché si è bagnato, magari hai anche il coraggio di andare a piangere da Apple chiedendo la sostituzione gratuita. Fantomatici riparatori terzi non autorizzati 50€ te li chiedono solo per la manodopera, uno schermo di ricambio per un iphone 6s (tanto per citare un iphone non appena uscito ma nemmeno così vecchio) ti costa più di 100€ nuovo e bisogna vedere se è davvero un pezzo genuine, i cinesi che ti fanno tutto per 50€ lo fanno male e ti mettono uno schermo di qualità infima. Forse solo andando direttamente in cina, in una fabbrica in cui producono iphone puoi trovare pezzi di ricambio ufficiali e te li puoi far montare come si deve spendendo molto poco.